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Prima che tu proceda nella lettura, voglio dirti che quanto è scritto in questo sito non intende in nessun modo sostituirsi al parere o all'intervento di un medico.

Ti è mai capitato di avere un problema del quale hai difficoltà a parlarne? Hai mai sofferto di emorroidi?

Di questo argomento spesso ci si vergogna non solo in casa o con le persone più care e di fiducia, ma addirittura si hanno remore a relazionarsi con il proprio medico di base, provando vergogna.

Il problema è fastidioso, limitante e in grado di condizionare pesantemente lo svolgersi della normale vita quotidiana sia a uomini che a donne.

Devi però sapere che il disturbo è curabile senza particolari difficoltà e soprattutto è possibile prevenirlo.

Statisticamente è più facile che le emorroidi colpiscano soggetti che hanno superato i 50 anni di età e che risiedono nelle zone geografiche più sviluppate dal punto di vista industriale ed economico (ciò significa che è più usuale che il disturbo colpisca un cittadino europeo o statunitense piuttosto che un abitante dell'Africa, dell'Asia o del Sud America).

In prevalenza la questione interessa il sesso maschile, ma la donna non è certo immune, specie quando attraversa il periodo di gravidanza.


Cosa sono le Emorroidi?

A soffrirne sono più persone di quante tu possa pensare e non è certo una situazione piacevole, ma, nonostante si crei un forte disagio, la situazione è risolvibile. L'affezione dal problema interessa circa il 10-12% della popolazione.

Se sei coinvolto in prima persona, ma anche se non hai mai avuto a che fare col disturbo, è utile che tu sia a conoscenza di cosa siano esattamente le emorroidi.

Altro non sono che degli intrecci di vasi sanguigni posti nella zona anale che hanno il compito importantissimo di favorire la circolazione e il ricambio del sangue.

Qualora si dovessero verificare particolari condizioni negative, questi cumuli si gonfiano provocando dolore e creando fastidio fisico e psicologico. Tecnicamente è possibile definire le emorroidi come un'accentuata dilatazione venosa e dei vasi sanguigni che avviene nel tratto anale e nella parte terminale del retto.

Per semplificare molto il concetto, rendendolo più comprensibile senza addentrarci nella mera terminologia medica, il fenomeno è molto simile a quello delle vene varicose per le gambe, con la differenza che nel caso in analisi la zona del corpo colpita è diversa.

Tornando invece ai tecnicismi tipici della medicina, le emorroidi si possono definire come delle masse di tessuto caratterizzato da forte presenza vascolare dalla forma assimilabile a dei piccoli cuscinetti, che sono presenti nel canale di collegamento tra retto e ano.

Essi appartengono normalmente all'anatomia della persona e tutti ne siamo provvisti, ma quando mutano le condizioni possono trasformarsi in una patologia che necessita di cure, in quanto si presentano in una forma diversa rispetto alla normalità. Infatti escono dalla loro sede e scivolano verso il basso, ovvero verso l'ano, fuoriuscendo e rendendosi visibili.

Esteticamente si osservano come delle piccole protrusioni di colore violaceo (rosso molto forte con tendenze a variazioni di blu) che possono essere esterne oppure interne, in base a dove si creano.


Emorroidi Interne ed Emorroidi Esterne

All'atto pratico è utile conoscere se il problema dipende da emorroidi interne oppure esterne.

Emorroidi Interne

Sono posizionate nella stragrande maggioranza dei casi nella parte superiore dello sfintere, tra ano e retto e vengono definite interne poiché il rigonfiamento delle pareti avviene nella zona sottostante le mucose.

In questo caso, in seguito a movimenti dell'intestino oppure quando si vengono a creare forti pressioni, tendono a fuoriuscire e a spingere sui tessuti, creando delle dolorose protrusioni.

Le emorroidi di tipo interno si possono definire come piccoli sacchetti arricchiti di vasi sanguigni che si trovano nella zona del canale anale, collocate tra lo sfintere e le mucose.

All'atto pratico la loro contrazione serve per darti il tempo di arrivare al bagno quando avverti lo stimolo. Tale funzione è dunque fondamentale e del tutto naturale.

Nel momento in cui la dilatazione avviene in misura superiore alla norma si crea una situazione di eccesso emorroidario, che possiamo distinguere in diverse categorie che riconducono ad una scala di gravità.

Nello specifico si hanno cause scatenanti dovute a problemi di infiammazione, ma non solo. Infatti anche il metabolismo e il sistema endocrino possono influenzare le emorroidi. In caso di emorroidi interne si avverte un senso di estrema pesantezza e di tensione muscolare che genera dolore, soprattutto quando si svolgono dei movimenti che richiedono un certo sforzo oppure quando si inizia l'evacuazione delle feci.

Essendo interne, questo genere di emorroidi va analizzato mediante uno specifico esame anale.

Emorroidi Esterne

La loro formazione si manifesta sempre nella zona anale dello sfintere, ma appena sotto la pelle e quindi appaiono visibili in quando tendono a scivolare esternamente.

Esse possono essere indurite in caso di presenza di grumi sanguigni, oppure trovarsi in uno stato più morbido, mentre in altri casi è possibile che la protrusione sia accompagnata da una piccola secrezione.

In alcuni casi le emorroidi esterne possono essere reintrodotte anche manualmente.


Perché con le Emorroidi si avverte Dolore?

dolore malattia emorroidaria

Quando senti la parola emorroidi, subito il tuo cervello collega al termine uno stato di dolore, dovuto a ciò che in gergo medico viene chiamato strozzamento emorroidario.

Forse anche tu, come tutte le persone comuni, sei tra quelli che ritengono che il dolore sia dovuto all'azione dell'ano (o meglio dello sfintere) che va a stringere e strozzare le emorroidi, ma non è così e la realtà è ben diversa.

Il fenomeno è identificabile come un'occlusione di una vena generata da un grumo di sangue, il quale impedisce la regolare circolazione. Questo genera un rigonfiamento che crea un forte dolore.

In caso di permanenza e di insopportabilità del male, l'unico modo estremo per poter restituire sollievo al soggetto è recarsi in ospedale dove il medico di turno deciderà di praticare una piccola incisione, trovando il modo di liberare la parte di sangue coagulata.

In questo caso è bene chiarire che il problema non è assolutamente risolto, ma si è dato solo sollievo al paziente.

Il disturbo va trattato e approfondito in altri termini e la soluzione attualmente praticata è semplicemente di carattere temporaneo.


Le Cause di formazione delle Emorroidi

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Le emorroidi non sono riconducibili unicamente ad una sola causa, ma esistono diverse situazioni che possono favorire e generare la formazione del problema.

Quindi, se avverti i primi dolori, non ti devi soffermare a pensare a ciò che hai mangiato il giorno prima, ma le tue considerazioni devono abbracciare più variabili e un intervallo di tempo più lungo.

Devi sapere che, per natura, i passaggi sanguigni presenti nell'ultimo tratto di retto hanno una spiccata propensione a subire una distensione. Tale situazione, del tutto naturale, comporta un rigonfiamento che causa, come diretta conseguenza, un passaggio di sangue più compassato, aumentando la probabilità di formazione di coaguli.

In questi casi la pressione nella zona subisce un incremento, il quale può essere controllabile e temporaneo oppure può durare più a lungo e accentuarsi, specialmente se il soggetto interessato è sovrappeso oppure soffre di stipsi.

Nella peggiore delle ipotesi le emorroidi possono rappresentare un'anticamera della formazione di una massa tumorale, oppure essere identificate come sintomo di problemi cardiaci.

Soprattutto questi ultimi sono di più facile comprensione: aritmie o problemi di cuore possono comportare una più lenta azione di pompaggio del sangue e quindi rallentare ancor più il flusso ematico generando una circolazione meno veloce.

Con questa situazione la probabilità di formazione di un accumulo sanguigno aumenta rispetto alle condizioni normali, favorendo la genesi delle emorroidi.

La causa principale delle emorroidi però non rientra in tutto quanto descritto fino ad ora. In realtà il problema principale che causa il disturbo deriva sostanzialmente dalla fragilità del tessuto venoso e dei vasi sanguigni.

Esso appare eccessivamente debole, soprattutto nella zona del perineo. La debolezza delle pareti crea i presupposti per fare in modo che i tessuti non siano più capaci di sostenere i cuscinetti di cui abbiamo scritto in precedenza, i quali fuoriescono dalla loro sede (prolasso emorroideo).

La manifestazione del fenomeno emorroidale può essere temporaneo oppure più duraturo: nella prima occasione le protrusioni possono assorbirsi in maniera autonoma in seguito a trattamento farmacologico o fitoterapico localizzato, mentre nel secondo caso, nella situazione peggiore, secondo la medicina ufficiale è necessario ricorrere all'intervento in chirurgia con anestesia locale o totale.

Le cause delle emorroidi sono da ricercare più che altro negli uomini e nell'alimentazione: consumare pietanze eccessivamente piccanti, cibi che favoriscono la stitichezza (eccesso di cioccolato o di sostanze dalle proprietà astringenti), abusare di bevande alcooliche, mangiare in modo sregolato e squilibrato, sono tutte abitudini che hanno come conseguenza diretta una difficoltà intestinale con la possibilità di generare una spiccata infiammazione del canale anale, creando difficoltà durante il processo di defecazione.

La zona quindi appare ancor più sensibile del normale e la comparsa di emorroidi assume maggiore rilievo, anche perché viene particolarmente sollecitata durante l'evacuazione.

Speciali cause sono tipiche della donna che si prepara ad affrontare una maternità: l'azione spingente del bambino sui tessuti e sulle mucose, lo sforzo dovuto a spinte e contrazioni, i cambiamenti dovuti a sbalzi ormonali, sono tutte situazioni che possono favorire il sorgere del fastidio emorroidale post parto.

La mamma mostra chiare difficoltà a muoversi, stare seduta e camminare. Anche in questo caso l'alimentazione può alleviare il problema, insieme a una cura del disturbo con sostanze naturali.

In sintesi è possibile ricondurre le cause della malattia emorroidaria alle seguenti origini:

  • Dissenteria cronica
  • Stipsi e stitichezza
  • Iperplasia vascolare (fenomeno simile alle vene varicose)
  • Problemi cardio-circolatori
  • Tessuto sotto mucoso debole
  • Stile di vita sregolato
  • Alimentazione non equilibrata
  • Eccesso di bevande alcooliche
  • Fumo
  • Stress eccessivo
  • Obesità
  • Scarsa igiene anale
  • Irritazione della zona perianale
  • Gravidanza


Quali sono i Sintomi delle Emorroidi?

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Se ne hai sentito parlare è anche giusto che provi a capire i sintomi delle emorroidi, operazione utile per poter valutare se ne sei affetto o meno.

L'obiettivo è quello di non farti cogliere impreparato ai primi dolori e stabilire se i sintomi che avverti sono riconducibili al problema di cui stiamo parlando.

Dolore

Si avverte in fase di spinta per evacuazione e viene accentuato dal fastidio quando ti siedi, soprattutto su superfici dure.

Una verifica che puoi fare è passare sulla parte un pezzo di carta igienica e verificare la presenza di eventuali tracce di sangue, sintomo tipico delle emorroidi. Solitamente il colore in questi casi è rosso acceso, mentre se vi sono striature scure significa che la provenienza è più interna, verso l'intestino.

Bisogna chiarire che la presenza di sanguinamento non è direttamente collegabile alla defecazione, ma è da essa indipendente. Il sangue può infatti comparire alla fine del processo oppure anche durante l'arco della giornata, lontano da quando sei andato di corpo l'ultima volta.

Bruciore

Il dolore è spesso confuso con il bruciore, accentuato in caso di evacuazione. La parte fortemente infiammata viene sollecitata e stimolata dalle contrazioni che si verificano al passaggio delle feci.

Vi sono casi in cui non avverti nulla, se non un certo senso di pressione nella zona rettale a cui si può associare del prurito quando sei seduto sulla tazza. Se la situazione è quella descritta potresti essere colpito da emorroidi interne ossia quelle dove apparentemente non si vede nulla, non provocano grandi disagi durante il giorno, ma ci sono e si fanno sentire nel momento della defecazione, amplificando i sintomi indicati.

Di solito il bruciore e l'irritazione sono sintomi più facilmente riconducibili a emorroidi esterne, anche se ciò non rappresenta comunque una certezza. Emorroidi interne possono essere talmente gonfie che creano le medesime sensazioni.

Prurito

E' un sintomo piuttosto comune in caso di emorroidi poiché è dovuto ad una maggior sensibilità della parte interessata. Le emorroidi interne possono rilasciare dei liquidi e questo può ulteriormente irritare le zone anali creando ancor più prurito e irritazione nelle parti a vista.

Presenza di sangue nelle feci

Durante la defecazione i tessuti coinvolti sono più fragili, deboli, sensibili. E' possibile quindi il verificarsi di una emorragia che si traduce in una grande perdita sanguinolenta. A crearla sono i movimenti che partono dai muscoli del ventre, le spinte che vanno a sollecitare in eccesso la zona rettale e anale per poter favorire la fuoriuscita delle feci.

Quasi sicuramente in questa condizione avverti forte dolore e il processo di defecazione avviene con fatica. Inoltre le feci saranno sporcate di sangue.

Riguardo i sintomi è importante dedicare un piccolo spazio a quello che sono le ragadi anali, le quali spesso vengono confuse con le emorroidi, ma sono cose diverse.

Queste hanno la loro origine in piccole ferite, in piccoli tagli che creano bruciore, dolore e prurito. Di solito le ragadi si creano durante la defecazione e necessitano di cure lenitive.

Ben diverso dunque da ciò che sono le emorroidi, nonostante la sintomatologia in molti casi potrebbe essere similare (perdite di sangue comprese). Due patologie diverse con sintomi molto simili.


Classificazione delle Emorroidi

A seconda della tipologia e della gravità è possibile dare una classificazione delle emorroidi secondo quattro categorie.

Per le prime due classi, meno gravi e più gestibili anche dal punto di vista pratico, è possibile prevedere un trattamento più leggero e una modifica all'alimentazione.

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Fonte: wikipedia

Emorroidi di Primo Grado

Sono le più leggere in quanto solitamente non danno dolore. Si trovano all'interno e anche durante la defecazione non comportano grandi problemi o fastidi.

Qualcuno le definisce "emorroidi cieche" perché in realtà è come se non ci fossero e l'unico segnale è la perdita di sangue minima.

Emorroidi di Secondo Grado

Anche queste sono emorroidi di tipo interno che però hanno una lieve tendenza a uscire dalla loro sede quando è in corso il processo di defecazione.

In questo caso si avverte un certo fastidio associato alla perdita di sangue. 

Emorroidi di Terzo Grado

Questa tipologia ha già una sua gravità più pronunciata in quanto vi è il serio rischio di prolasso, avvero di caduta delle emorroidi che dalla loro naturale posizione si spostano verso l'ano.

Emorroidi di Quarto Grado

Il paziente che rientra in questa classificazione deve recarsi in ospedale per un intervento chirurgico idoneo a risolvere il problema.


La Diagnosi Medica

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Alle prime avvisaglie che ricevi dai sintomi che avverti, devi recarti senza vergogna dal tuo medico di base, il quale, in caso di ulteriore gravità del problema, ti prescriverà una visita specialistica che dovrai sostenere dal proctologo, ossia colui il quale cura le emorroidi.

Lui solo ha la facoltà di escludere la presenza di altre eventuali malattie e classificare con certezza il genere di emorrodi.

Egli dovrà prima di tutto svolgere un'anamnesi prima di fare un esame visivo e successivamente un approfondimento con appositi strumenti di lavoro.

La visita richiede che tu ti ponga nella posizione di Sims o in alternativa di Jack Knife, ossia lateralmente o prono per favorire l'ispezione.

Ulteriori verifiche vengono svolte nella zona del perineo e devi quindi cambiare posizione. Il dottore, con questi test, ha lo scopo di visionare l'intero apparato e verificare lo stato della pelle (eventuali arrossamenti, screpolature o irritazioni), perdite di sangue, ragadi, piccole fistole e farsi un'idea della robustezza dei tessuti interessati onde calcolare il rischio prolasso.

Proctoscopia e colonscopia sono gli esami che successivamente potrebbero essere prescritti con l'obiettivo di escludere altre problematiche.


Iter medico convenzionale per la Malattia Emorroidaria

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Quando sei certo di essere affetto da problemi alle emorroidi, il primo metodo che puoi attuare in autonomia per combattere il fastidio è la correzione della tua alimentazione.

Sicuramente il tuo modo di mangiare influenza negativamente le emorroidi e puoi invertire la tendenza cambiando le tue abitudini alimentari in maniera che possano crearti giovamento non solo nel breve periodo, ma anche nel lungo.

A parte questo, la prima cosa da fare quando hai le emorroidi è recarti dal medico. Lui stesso, dopo che ha effettuato la diagnosi, ti consiglierà per il meglio e ti suggerirà magari un nuovo stile di vita (alimentazione compresa).

Dopo che stabilirà il grado della malattia, potrai sottoporti ad un trattamento con farmaci il cui obiettivo è quello di ridurre dolore, infiammazione e bruciore, cercando di ripristinare le normali condizioni.

Nel caso, dopo un certo periodo di tempo, quanto svolto non dovesse essere sufficiente, dovrai sottoporti ad un piccolo intervento chirurgico.

Dopo di esso è richiesto di solito un periodo di riposo fisico e un regime alimentare abbastanza rigido al quale dovrai abituarti per qualche tempo.

Prima di questo, però, si possono fare dei tentativi con unguenti e medicazioni che hanno lo scopo di diminuire il gonfiore delle emorroidi. Vi sono anche altri processi idonei allo scopo, come ad esempio la cauterizzazione elettrica.

I farmaci assunti, soprattutto in caso di emorroidi di primo e di secondo grado, devono essere dei vaso protettori, ossia medicinali che hanno il compito di favorire l'inspessimento delle pareti dei vasi sanguigni.

In alternativa, la cura delle emorroidi avviene mediante applicazioni costanti e localizzate di pomate in grado di lenire la parte lesa con la loro azione antinfiammatoria.

Nonostante non sempre facciano sparire interamente il problema, servono comunque a riportare nella norma la situazione, soprattutto per emorroidi di primo e di secondo grado.

Le creme anti emorroidi possono essere classificate come cortisoniche, dalle chiare caratteristiche antinfiammatorie, oppure anestetiche, indicando con queste le pomate capaci di alleviare il prurito anale e ridurre il dolore.

Per darti un'idea, le pomate il cui principio attivo termina in "one" al 90% sono creme contenenti cortisone, quindi del primo tipo, mentre quelle il cui elemento caratterizzante termina in "ina" o "caina", al 90% sono anestetiche appartenenti alla seconda specie.

Non è una "legge" ma almeno hai un'idea quando ti rechi in farmacia su cosa stai comprando.

Vi sono disponibili sul mercato dei medicinali pomate contenenti estratti vegetali o minerali (mentolo, olio di vaselina, ossido di zinco) che hanno però il compito di agire sulla muscolatura dell'apparato retto-anale.

A livello cutaneo donano invece una piacevole sensazione di freschezza e di piacere.

Le pomate cortisoniche devono essere acquistate dietro prescrizione medica in quanto il cortisone può essere assunto solo per un determinato periodo di tempo, onde evitare effetti collaterali poco piacevoli.

Qualora non producano effetti sperati nei tempi indicati, è bene consultare nuovamente il proprio dottore. Inoltre le pomate cortisoniche non vanno assolutamente applicate in caso di infezioni batteriche o in caso di microlesioni cutanee.

Metodi più incisivi sono tipici degli altri due tipi di emorroidi.
Alternative valide sono rappresentante dalla terapia della luce (fasci di luce laser concentrati sulla parte con l'obiettivo di ridurre la volumetria delle emorroidi) e dalla crioterapia o terapia del freddo.


Come avviene l'intervento chirurgico di asportazione delle Emorroidi?

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Prima di tutto l'intervento chirurgico per le emorroidi avviene solo in casi particolarmente gravi e deve essere svolto in ospedale, con un'anestesia locale e il più delle volte in day hospital.

Tempi addietro l'operazione in quelle parti comportava la sopportazione di molto dolore, mentre oggi le cose sono leggermente cambiate e il timore che sicuramente avrai è legato alla parte del tuo corpo che deve essere trattata.

Medicina e chirurgia hanno fatto passi da giganti negli ultimi anni e oggi un intervento del genere è praticamente di ordinaria amministrazione, al punto che tutto si compie in un tempo inferiore all'ora.

Oltre alla medicazione, il periodo post operatorio è caratterizzato dall'assunzione di lassativi che hanno il compito di agevolare la defecazione e di farmaci sedativi capaci di dare maggior controllo al dolore, il quale sarà sempre inferiore man mano che trascorrono i giorni.

Nei giorni seguenti devi prestare attenzione all'igiene e al mantenimento della zona pulita, oltre ad un'alimentazione corretta, sana ed equilibrata. Evitare il più possibile sforzi fisici, soprattutto se vi è stato un intervento mirato alle mucose e ai tessuti, è un consiglio utile e in grado di favorire il decorso del processo di guarigione.

In casi di emorroidi di secondo, terzo e quarto grado è possibile intervenire con il Metodo Longo, utile anche in caso di prolasso. La tecnica di intervento è mirata a ridurre il dolore e i fastidi tipici della chirurgia, ripristinando le condizioni normali in tempi più brevi rispetto ad altro genere di operazione (massimo 5-6 giorni).

L'operazione può avvenire sia in anestesia locale che totale. Uno strumento entra dal canale anale andando a trovare la parte da trattare; il chirurgo incide circolarmente la mucosa emorroidale provvedendo quindi a ripristinare il corretto posizionamento dei gaviccioli.

Prima di ultimare l'operazione la parte viene suturata meccanicamente. Ai vantaggi citati si contrappone la possibilità di grande perdita di sangue.


Tipologie di intervento per la Cura delle Emorroidi

Sono diverse le modalità di intervento possibili per curare le emorroidi e ciascuna varia a seconda della gravità della patologia, delle situazioni, della precisa collocazione del problema. Ecco alcune possibili soluzioni.

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Legatura elastica

Un piccolo anello realizzato in gomma viene collocato alla base del sacchetto rigonfiato di emorroidi (chiamato tecnicamente vaso o gavoccio emorroidario) per facilitarne il distacco.

Per poterti aiutare a comprendere ancora meglio il sistema, devi immaginare che una scamorza sia l'emorroide, il laccetto che si trova nella parte più piccola in alto è invece l'elastico. Stringendo e praticando una strozzatura, la parte sottostante si distacca, cade e viene espulsa con le feci nell'arco di pochi giorni.

La tecnica è maggiormente efficace per emorroidi di secondo grado (e in alcuni casi anche di terzo grado), nonostante vi sia l'associazione a perdita sanguigna. Tale tipo di intervento è eseguibile anche senza anestesia.

Infatti dal retto viene introdotto un proctoscopio che posiziona gli elastici alla base delle emorroidi da eliminare. In pratica viene impedito il passaggio sanguigno al piccolo sacchetto che, dopo qualche tempo, subirà un rinsecchimento in grado di causare il distacco in maniera del tutto naturale.

Criochirurgia

La parte da trattare viene sottoposta alla terapia del freddo, mediante l'impiego di azoto che raggiunge una temperatura fino a -90°C. Con tale metodologia la parte rigonfia viene congelata, infragilita, quindi asportata ed eliminata.

Questo metodo è compatibile col precedente nel senso che legando il vaso emorroidario è possibile favorire ancor di più il distacco.

Oggi però i medici preferiscono nettamente agire unicamente con la prima tecnica, senza affidarsi al freddo, causa di possibili problemi collaterali che potrebbero verificarsi.

Operazione Chirurgica Invasiva

Se nella parte precedente si era detto di un intervento chirurgico semplice, poco invasivo e comodo nella sua realizzazione, vi sono casi in cui l'operazione deve essere più decisa, invasiva al punto che viene eseguita in anestesia totale per trattare patologie gravi di quarta classe.

Dal punto di vista medico l'intervento è chiamato emorroidectomia e prevede anche l'impiego di nuove tecniche applicative (ad esempio l'uso di ultrasuoni o radiofrequenze). Il chirurgo sceglie questa strada di trattamento nel caso in cui le emorroidi sono particolarmente grosse e voluminose.

Riposizionamento Mucose

Questo genere di intervento non vuole asportare nulla e non ha altri obiettivi se non quello di riposizionare i tessuti prolassati al loro posto naturale. Il nome tecnico è muco-prolassectomia.

Metodo THD

il nome medico scientifico è qualcosa di impronunciabile, ma basta che ti ricordi Metodo THD, certamente più semplice di "Dearterializzazione emorroidaria transanale doppler guidata". Il metodo è scientificamente provato e agisce sulla riduzione dell'iper-afflusso sanguigno arterioso che si verifica nella zona in cui si sviluppano i disturbi alle emorroidi, con l'obiettivo di evitare il probabile prolasso.

L'azione dell'intervento è mirata alle mucose, le quali vengono rimesse al loro posto. Il Metodo THD viene classificato come minimamente invasivo dato che si pratica quando non vi sono terminazioni nervose coinvolte, a riduzione del dolore.

Inoltre è un sistema di intervento molto sicuro nonostante sia particolarmente innovativo e anche in caso di eventuali complicanze (molto rare), queste non comportano grandi difficoltà di gestione del post operatorio. Ovviamente ci deve svolgere tutto in anestesia ed è richiesto un tempo di preparazione e di riposo anche se è un'operazione fattibile in una giornata di ospedale.

Tutti i metodi di cui si è fatto cenno, comportano comunque la possibilità di alcuni effetti collaterali temporanei che sono di per sè fisiologici dell'operazione stessa: emorragie, restringimento del canale dell'ano, dolori al basso ventre, infezioni.

Per questi motivi, onde evitare complicanze, è importante che il paziente sottoposto all'intervento chirurgico per il trattamento delle emorroidi abbia molto riguardo della propria salute nei giorni successivi all'operazione, indipendentemente dalla tecnica impiegata dal chirurgo.


Rimedi Naturali per alleviare la sintomatologia della Malattia Emorroidaria

L'omeopatia e le preparazioni fito-erboristiche riescono a dare lieve contributo alla cura (non aspettarti di guarire grazie a queste preparazioni) e prevenzione dei fastidi generati dalle emorroidi.

Ecco alcune idee preziose che possono alleviarti disturbi, pruriti e dolori:

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Ippocastano

Nella corteccia dell'ippocastano sono presenti sostanze in grado di mitigiare con efficacia naturale la sintomatologia delle emorroidi, soprattutto in presenza di dolore e prurito. Esistono in commercio delle pomate contenenti estratto di questo virtuoso albero in grado di rilasciare le sue naturali proprietà lenitive. Dal punto di vista omeopatico è possibile avere un preparato granulare.

Cipresso

Sottoforma di estratto è un rimedio eccellente per le emorroidi e non prevede effetti collaterali indesiderati. I principi attivi in esso contenuti riescono a curare con efficacia le emorroidi agendo sulla circolazione sanguigna, fluidificandola e alleggerendo le gambe. In questo modo viene favorita l'intera circolazione.

Elicrisio

Questo è uno dei rimedi migliori sia per le emorroidi interne che esterne in quanto possiede naturalmente delle proprietà antinfiammatorie. L'azione analgesica del principio attivo, inoltre, favorisce il controllo del dolore e coadiuva l'igiene e la protezione della cute, anche se delicata e arrossata.

Centella

Estratto dalle grandi proprietà in grado di favorire l'irrobustimento delle pareti venose. Non solo contribuisce a riparare i tessuti deboli e danneggiati, ma riesce anche a svolgere un'azione fortemente preventiva, donando una piacevole sensazione di sollievo a pruriti e dolori.

Calendula

Questa pianta è riconosciuta soprattutto per le sue proprietà lenitive e calmanti, i cui effetti talvolta vengono amplificati se miscelata insieme alla camomilla. Si trovano le pomate apposite in erboristeria, ma un buon erborista riesce anche a preparare un composto speciale in base al problema, aggiungendo altri ingredienti per dar risalto a ulteriori proprietà.

Aloe Vera

Il gel di aloe vera è un toccasana capace di avere mille virtù, tra cui quella di agevolare il trattamento topico delle emorroidi, grazie alle proprietà lenitive e antinfiammatorie tipiche del prodotto. L'aloe vera ha anche proprietà in grado di rallentare le perdite di sangue.

Bagni speciali

Emorroidi e stipsi possono essere curate con dei bagni chiamati derivativi fatti da acqua fresca e una spugna delicata idonea all'applicazione. Lo scopo è quello di rinfrescare unicamente la zona anale per almeno un quarto d'ora. Ciò non significa immergersi in acqua fredda, ma concentrarsi solo sulla zona di competenza.
Altro rimedio naturale è un cataplasma prodotto con foglie di rovo portate a bollore per circa mezz'ora in acqua calda per poi essere tritate molto finemente e reintrodotte nell'acqua filtrata di ebollizione. Una volta che il composto si è intiepidito, è possibile immergere un panno in cotone che va posto poi sulla parte da trattare per almeno 20 minuti.

Argilla

Fin dall'antichità aloe e argilla erano i due rimedi naturali più impiegati per curare determinate malattie. L'argilla, miscelata con acqua, riesce a generare un morbido composto che è possibile applicare sulla parte da trattare.

Un buon consiglio è quello di bere al mattino e dopo ogni pasto un bicchiere di acqua tiepida, ottimo rimedio per chi ha le feci particolarmente indurite. Per arricchire il gusto dell'acqua è possibile allungare con del succo di ananas, vegetale contenente fibre, ottime per agevolare la regolarità intestinale.


E' possibile Prevenire la Malattia Emorroidaria?

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Anche per le emorroidi la prevenzione esiste ed è utile attuarla quotidianamente anche se non hai mai convissuto col disturbo specifico.

Determinante è avere un'alimentazione corretta ed equilibrata, con una giusta assunzione delle principali sostanze nutritive. Siccome una causa delle emorroidi è l'obesità è importante mantenere una buona forma fisica.

Ecco perché chi tende ad aumentare di peso è più soggetto al problema e a maggior ragione deve praticare dell'attività fisica. In questo modo migliorano le funzioni cardiache e di conseguenza anche la circolazione, il peso viene controllato più facilmente e a beneficiarne è anche la regolarità intestinale.

Se soffri di stitichezza puoi alimentarti assumendo cibi capaci di agevolare la risoluzione del problema. Devi quindi preferire le fibre, cibi integrali, frutta e verdura a volontà, tra cui i legumi, bere grandi quantità di acqua e di liquidi in generale eliminando tutti gli eccessi di spezie e fritture. Anche consumare pasti regolari è di grande aiuto.

Un ulteriore modo per prevenire la formazione di emorroidi è cambiare spesso posizione durante le attività quotidiane che si svolgono da seduti ed evitare gli sforzi (sollevamenti superiori alle proprie normali capacità possono contribuire ad accentuare il disturbo oppure a generarlo).

Un buon metodo di prevenzione è dato da una corretta igiene. Quando ti asciughi evita vigorosi sfregamenti, ma preferisci tamponamenti con un asciugamano in cotone o in fibre naturali.

In caso di pruriti scegli ciò che il mercato propone in termini di creme lenitive e antinfiammatorie; oltre a tali soluzioni vi sono determinati metodi naturali in grado di risolvere e prevenire il disturbo emorroidale.

Un ulteriore rimedio in grado di prevenire le emorroidi o comunque migliorare lo stato della parte in seguito al manifestarsi del problema, è dettato dagli esercizi di Kegel.

Essi sono utili per rafforzare la parte pelvica sia nelle donne che negli uomini, mediante contrazione e rilascio dei muscoli pelvici. Uno degli esercizi più significativi è la contrazione dei muscoli durante la funzione della minzione. Lo scopo è quello di rinforzare la struttura muscolare nella zona pelvica, soprattutto tra lo sfintere e l'ano.


La dieta Anti-Emorroidi

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Più volte è stato ripetuto nel corso di questo articolo che l'alimentazione rappresenta un aspetto fondamentale per la cura delle emorroidi e per la loro prevenzione. Una corretta alimentazione sta alla base di tutto ed ecco quindi qualche suggerimento che può tornarti utile quando ti rechi al supermercato o quando sei alle prese con i fornelli in cucina.

Lo scopo è contrastare la formazione di disturbi emorroidali, evitando quindi anche la stitichezza, una delle cause principali. La giusta ed equilibrata alimentazione porta a miglior salute, combatte la stipsi e aiuta chi soffre di spiccata irritabilità del colon, con apporto di liquidi e di fibre.

In caso di disturbi dovuti alle emorroidi è bene consumare cibi che possano favorire il giusto funzionamento intestinale. Proteine e grassi devono essere presenti nella dieta ma vanno consumati in forma equilibrata, mentre via libera a probiotici e liquidi (yogurt, minestre, brodo e acqua).

Le proteine hanno il compito di agire sull'acidità fecale, mentre i lipidi agiscono da elementi in grado di ammorbidire le feci, rendendo meno problematico il processo di evacuazione. Sempre i lipidi svolgono anche una funzione protettiva, preservando l'intestino da infiammazione.

Tutto questo funziona se i cibi con queste caratteristiche sono assunti con equilibrio e con quotidianità. Lo scopo è quello di non causare stress all'intestino e, di conseguenza, all'apparato anale.

Mangia dunque in maniera semplice: meglio un piatto di pasta al pomodoro condita con dell'olio extravergine di oliva piuttosto che pappardelle al sugo di lepre o fusilli panna e prosciutto. Per secondo è preferibile del petto di tacchino condito con olio crudo oppure un fegato ben cotto, al posto di un piatto freddo di affettati e formaggi.

I Cibi Virtuosi

Proteine, grassi, fibre e liquidi compongono la dieta ideale per chi è soggetto a emorroidi. Frutta e verdura, anche assunti come estratti, centrifugati o frullati, sono cibi sempre ammessi in quantità, dato che contengono acqua e fibre, preferendo sempre prodotti stagionali.

Risulta molto importante la colazione: iniziare la giornata nel modo più corretto possibile favorisce l'assorbimento dei principi contenuti negli alimenti assunti.
Frutti dai colori scuri (come mirtilli, more, ciliegie), favoriscono la riduzione dei rigonfiamenti alle emorroidi, riducendone la voluminosità.

Sono da preferire gli alimenti ricchi di ferro perchè hanno la funzione di agire positivamente sul sangue. Siccome con le emorroidi la tendenza è quella di perdere sangue, questo necessita di essere in qualche modo reintegrato: carne rossa (ad esempio il fegato) con legumi è un ottimo piatto, accompagnato dai broccoli passati o bolliti.

Per i condimenti è meglio optare per un olio extravergine di oliva e semi di lino, ideali in ottica di prevenzione. Il consiglio è prediligere prodotti provenienti da colture biologiche.

I cibi da Evitare

Per dei cibi che sono favorevoli al trattamento di emorroidi, ve ne sono altri che generano l'effetto contrario e che quindi è meglio evitare nel breve periodo e limitarne il consumo nel tempo a divenire.

Sono bandite le sostanze piccanti o dai gusti forti, come peperoncino, cipolla, aglio, zenzero e spezie in genere.

Eliminare bevande alcooliche, the e caffè, evitare eccessi di sale e cibi addizionati di sostanze chimiche o comunque non naturali (conservanti, coloranti, grassi idrogenati, zuccheri aggiunti).

Limitare al massimo salumi e insaccati vari, specialmente se sono fortemente speziati, lasciar perdere i fritti e i crostacei, così come gli alimenti cucinati in maniera complessa.

Conclusione

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Dopo questo lungo articolo è utile tirare le somme. Lo scopo era quello di fornirti un'infarinatura generale sul problema delle emorroidi, una patologia vera e propria che crea fastidio e disagio, fisico e psicologico.

Il pubblico maschile è maggiormente colpito, soprattutto dopo la mezza età, ma anche le donne, specialmente nel periodo immediatamente dopo il parto, possono avere una propensione più accentuata in seguito agli sforzi dovuti alle contrazioni.

Le emorroidi possono essere esterne o interne e a seconda della gravità vengono trattate in maniera diversa.

Per poter curare le emorroidi e affinché tu possa convivere nel migliore dei modi con questo fastidio, è utile conoscere almeno in parte il problema, sapendo le origini, le cause e i rimedi possibili.

Questo perché se è vero che il medico ha un ruolo fondamentale, è anche vero che sei tu la prima persona che può iniziare a curare in autonomia il disturbo, partendo da un'alimentazione sana e da uno stile di vita orientato a prevenire il manifestarsi del disagio.

Se soffri di stitichezza e hai l'intestino pigro oppure il colon facilmente irritabile, devi seguire un'alimentazione atta a favorire l'assunzione di liquidi e fibre, in modo da regolarizzare i processi.

Ottimi yogurt, brodi, minestre, frullati ed evita fritti, piatti troppo sofisticati, cibi eccessivamente grassi e speziati, ma soprattutto dedicati con serietà ad un'attività fisica (va bene anche camminare per il paese andando a prendere il giornale oppure salire le scale evitando l'ascensore) perché ciò che conta è ridurre il più possibile la sedentarietà. Varia l'alimentazione preferendo farine integrali, legumi, verdura in generale, frutta (soprattutto quella rossa).
Al tuo organismo devi fornire un apporto sostanziale di vitamine e zinco, elementi cardine per rinforzare i tessuti e le pareti dei vasi sanguigni e delle vene, mantenendo un'ottima integrità.
Per prevenire le emorroidi è importantissima l'igiene: ridurre la presenza di batteri, infiammazioni e irritazioni altro non fa che agevolare la prevenzione e migliorare lo stato di salute della tua pelle.

Ricorda che non tutte le emorroidi sono curabili con metodi farmacologici o con sistemi naturali e omeopatici e nei casi più gravi è necessario ricorrere all'intervento in ospedale, il quale può essere più o meno invasivo a seconda dei casi. Siccome le emorroidi vengono classificate in base a quattro categorie, muta anche la tecnica utilizzata per intervenire chirurgicamente.
Non devi provare vergogna a manifestare al tuo medico i primi sintomi che riesci ad avvertire in quanto devi evitare che la situazione peggiori, evitando di provare dolori e fastidi non solo mentre vai di corpo, ma durante l'intera giornata.

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